...e poi c'è quella categoria di persone che, fortunate loro, non hanno mai letto un'inserzione né inviato un c.v. per cercare lavoro, né fatto colloqui, né tanto meno sono entrate in un'agenzia interinale o in un ufficio di collocamento. E nemmeno hanno un parente, un amico, un conoscente che abbia mai svolto un'azione di cui sopra. Fin qui non c'è niente di male, se non fosse che si ostinano a darti consigli su come cercare un impiego, costringendoti così a spiegare come funzionano, anzi non funzionano un'agenzia interinale o l'ufficio di collocamento. O che quando mandi dieci o cento c.v., rispondendo agli annunci di lavoro, nessuno ti scrive o ti telefona per ringraziarti o mandarti a quel paese, a meno che ti vogliano conoscere di persona.
E che se vuoi fare lo scrutatore o il presidente di seggio, durante le elezioni, è necessario essere iscritti a un albo e che no, non ci si può iscrivere agli albi due settimane prima delle elezioni, ma lo si può fare solo quando il Comune lo richiede.
Insomma cose abbastanza lapalissiane, per chi vive nel mondo reale.
Ma non per loro che, dopo le tue spiegazioni, continuano imperterrite a darti consigli su dove, come e quando cercare lavoro, con un sorrisetto sornione che maschera appena la commiserazione.
Perché, è ovvio, se non trovi lavoro forse è perché non sei tanto intelligente come credi.
Last but not least, alcune di queste persone si fanno anche pagare per elargire i loro preziosi consigli...
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martedì 13 maggio 2014
sabato 22 marzo 2014
Meglio una supersegretaria oggi o un orango domani...
Arriva il giorno in cui ti viene confermato, da un'altra persona che non ci guadagna nulla a dirtelo, che è meglio essere un buzzurro fancazzista, ignorante e cafone, ma con un padre dal cognome importante, piuttosto che una persona che si impegna con scrupolo e passione, che ha sempre voglia di imparare e non evita di svolgere compiti che potrebbe rifiutare, adducendo laurea, diplomi, anni di esperienza....Una persona che lavora a testa bassa e con il sorriso, ma con l'unico neo, come una ex-collega le ha fatto notare, di non avere uno sponsor politico alle spalle.
E così, rieccomi a voi, nel mio ruolo preferito della disoccupata in cerca di impiego. Ben ritrovati/e a tutt* .
martedì 10 settembre 2013
Chi ti loda ti imbroda, ma chi ti deprezza...
Quiz della sera:
quando il committente di un lavoro, che hai svolto con passione, abnegazione e ottimi risultati, anziché congratularsi o quanto meno ringraziarti, sminuisce il tuo operato anche davanti ad estranei, insistendo su inezie quali virgole e virgolette, e/o facendo confronti con altri che avevano compiti più facili o diversi, lo fa perché sta cercando di:
a. se è il tuo capo, evitare di darti un aumento, o pagarti gli straordinari per quel lavoro, o lasciarti almeno un paio di ore libere in cambio, oppure tutte e tre le ipotesi;
b. se è una collega più anziana o più giovane o di grado appena superiore, criticare il modo in cui lavori per mettere in ombra te, perché sei davvero in gamba, perché invidia la tua competenza e la tua passione e teme, a torto o a ragione, di essere scavalcata o sostituita.
c. se è il tuo capo donna, vedi punti a. e b.
domenica 28 luglio 2013
Cercasi insegnante esperta di filosofia, romana da sette generazioni, possibilmente in menopausa...
Annuncio su Porta Portese online:
INSEGNANTE esperta filosofia estetica e storia cercasi con urgenza periodo estivo con inizio mese luglio per impartire lezioni a domicilio zona Cassia a laureando Facoltà Lingue possibilmente secondo programma di Università Sapienza.
Invio subito una mail: ho tutte le carte in regola, sono laureata in Filosofia con 110/110, ho preso 30 sia in estetica sia in filosofia teoretica (la più ostica), abito sulla Cassia...e in agosto starò al chiodo.
Il giorno successivo ricevo una telefonata, ma non sento suonare il cellulare. Richiamo più tardi e mi risponde una voce maschile (l'indirizzo mail era intestato a una donna).
- Buongiorno, mi chiamo Raffaella, sì sono io che ho risposto all'annuncio su Porta Portese.
- Buongiorno, parlo io perché mia moglie ha problemi con la voce (??). Allora noi cerchiamo un'insegnante esperta, laureata in filosofia, per nostro figlio. Sa...lui è laureando in Lingue, è fuori corso, ma gli mancano ancora due esami di filosofia e di estetica.
- Bene, io sono laureata in filosofia e ho preso il massimo dei voti in entrambi gli esami...
- Però ci serve un'insegnante esperta, perché nostro figlio è bravo, ma preferisce le materie nozionistiche, con le date, i nomi (?!?) capisce...invece filosofia, per quello che so io...
- Certo capisco, (ripenso al mio diploma di liceo linguistico, al Certificate of Proficiency e a tutti i corsi di inglese che ho seguito, così aridi, pieni di date ecc ecc) in effetti filosofia è più....discorsiva (!). Comunque non si preoccupi...
- Guardi che ci serve una persona esperta, lei è esperta? Perché sarebbe un bel problema per noi se lui non passasse questi esami, anche perché li ha già provati e...
- Sì, ho insegnato sia ai ragazzi sia alle persone adulte, l'ho scritto nella mia mail, e sono laureata in filosofia alla Cattolica di Milano
- Alla Cattolica di Milano?? E come mai??
- (esitazione, potrei rispondere con supponenza che la Cattolica è piena di studenti romani, che la Sapienza non è il Sancta Sanctorum della... sapienza, invece me ne esco con un pericoloso:) Perché sono di Milano!
(bugia, sono solo nata a Milano, ma se dico che sono di Como, in via di presentazione, l'interlocutore appena conosciuto, di solito, strabuzza gli occhi e pensa a luoghi esotici e abitudini oscure che nemmeno la Finlandia...).
- Ah, lei è di Milano? E come mai è a Roma?? (tono aggressivo oltre che inquisitorio)
- (la mia natura polemica mi spingerebbe a rispondere: fatti i caxxi tuoi, ma rispondo, barando di nuovo:) Guardi sono a Roma perché ho trovato lavoro qui (sussulto) e poi cosa c'è che non va??
- Niente, (risatina sarcastica) è che ai milanesi non piace Roma, lo sanno tutti!!
(Forse proprio perché a molti milanesi, dotati di maggior amor proprio e minore pazienza della sottoscritta, certe domande ripetute e invasive, seguite magari da "e quando te ne vai", fanno girare un momentino, ma solo un momentino, quelle cose giù in basso)
- (quasi esausta) E poi mio marito è di Roma (mezza verità, ma con questa battuta penso di aver tagliato la testa al topo, come diceva la mia insegnante di inglese al liceo).
- Ah ma quindi lei è sposata? E quanti anni ha? ...
(Ma cerchi un'insegnante per tuo figlio o una fidanzata? O hai paura che lo porti, io perfida milanese, sulle strade della perdizione??)
- Guardi, ho già compiuto i quarant'anni, le va bene? (Le serve il mio certificato penale o vuole anche le mie radiografie dentali?)
- Ah meglio così, e senta lei ha scritto che vive sulla Cassia, perché noi abitiamo al nr. xx..
- Io sto al numero yy, praticamente suo figlio (lo scemo) può anche venire a piedi..
- Ah non so dove sta questo numero... Però lei questi esami, insomma è esperta? E poi è libera nel mese di agosto? Perché nostro figlio adesso va in vacanza, ma poi deve fare questi esami a settembre.
- Sì, sono a casa (porcamiseria a me!!), facciamo che suo figlio mi telefona (se è capace), e mi dice quali sono i testi che deve preparare, così capisco il tempo che ci vuole...(ovviamente il signore odio-i-milanesi nemmeno menziona l'argomento costo delle lezioni, perché, si sa, noi milanesi siamo già così coglioni, che quando poi ci trasferiamo a Roma ci piace lavorare gratis...).
- Ah si, la faccio chiamare da mio figlio, così lui le spiega, sa sono due esami di filosofia, in tutto quattro libri, ma lui non fa filosofia ma lingue. Poi magari ci incontriamo prima e....
- Sì va benissimo, aspetto la telefonata di suo figlio!! Buongiorno!!! (mavaffanculo liberatorio)
INSEGNANTE esperta filosofia estetica e storia cercasi con urgenza periodo estivo con inizio mese luglio per impartire lezioni a domicilio zona Cassia a laureando Facoltà Lingue possibilmente secondo programma di Università Sapienza.
Invio subito una mail: ho tutte le carte in regola, sono laureata in Filosofia con 110/110, ho preso 30 sia in estetica sia in filosofia teoretica (la più ostica), abito sulla Cassia...e in agosto starò al chiodo.
Il giorno successivo ricevo una telefonata, ma non sento suonare il cellulare. Richiamo più tardi e mi risponde una voce maschile (l'indirizzo mail era intestato a una donna).
- Buongiorno, mi chiamo Raffaella, sì sono io che ho risposto all'annuncio su Porta Portese.
- Buongiorno, parlo io perché mia moglie ha problemi con la voce (??). Allora noi cerchiamo un'insegnante esperta, laureata in filosofia, per nostro figlio. Sa...lui è laureando in Lingue, è fuori corso, ma gli mancano ancora due esami di filosofia e di estetica.
- Bene, io sono laureata in filosofia e ho preso il massimo dei voti in entrambi gli esami...
- Però ci serve un'insegnante esperta, perché nostro figlio è bravo, ma preferisce le materie nozionistiche, con le date, i nomi (?!?) capisce...invece filosofia, per quello che so io...
- Certo capisco, (ripenso al mio diploma di liceo linguistico, al Certificate of Proficiency e a tutti i corsi di inglese che ho seguito, così aridi, pieni di date ecc ecc) in effetti filosofia è più....discorsiva (!). Comunque non si preoccupi...
- Guardi che ci serve una persona esperta, lei è esperta? Perché sarebbe un bel problema per noi se lui non passasse questi esami, anche perché li ha già provati e...
- Sì, ho insegnato sia ai ragazzi sia alle persone adulte, l'ho scritto nella mia mail, e sono laureata in filosofia alla Cattolica di Milano
- Alla Cattolica di Milano?? E come mai??
- (esitazione, potrei rispondere con supponenza che la Cattolica è piena di studenti romani, che la Sapienza non è il Sancta Sanctorum della... sapienza, invece me ne esco con un pericoloso:) Perché sono di Milano!
(bugia, sono solo nata a Milano, ma se dico che sono di Como, in via di presentazione, l'interlocutore appena conosciuto, di solito, strabuzza gli occhi e pensa a luoghi esotici e abitudini oscure che nemmeno la Finlandia...).
- Ah, lei è di Milano? E come mai è a Roma?? (tono aggressivo oltre che inquisitorio)
- (la mia natura polemica mi spingerebbe a rispondere: fatti i caxxi tuoi, ma rispondo, barando di nuovo:) Guardi sono a Roma perché ho trovato lavoro qui (sussulto) e poi cosa c'è che non va??
- Niente, (risatina sarcastica) è che ai milanesi non piace Roma, lo sanno tutti!!
(Forse proprio perché a molti milanesi, dotati di maggior amor proprio e minore pazienza della sottoscritta, certe domande ripetute e invasive, seguite magari da "e quando te ne vai", fanno girare un momentino, ma solo un momentino, quelle cose giù in basso)
- (quasi esausta) E poi mio marito è di Roma (mezza verità, ma con questa battuta penso di aver tagliato la testa al topo, come diceva la mia insegnante di inglese al liceo).
- Ah ma quindi lei è sposata? E quanti anni ha? ...
(Ma cerchi un'insegnante per tuo figlio o una fidanzata? O hai paura che lo porti, io perfida milanese, sulle strade della perdizione??)
- Guardi, ho già compiuto i quarant'anni, le va bene? (Le serve il mio certificato penale o vuole anche le mie radiografie dentali?)
- Ah meglio così, e senta lei ha scritto che vive sulla Cassia, perché noi abitiamo al nr. xx..
- Io sto al numero yy, praticamente suo figlio (lo scemo) può anche venire a piedi..
- Ah non so dove sta questo numero... Però lei questi esami, insomma è esperta? E poi è libera nel mese di agosto? Perché nostro figlio adesso va in vacanza, ma poi deve fare questi esami a settembre.
- Sì, sono a casa (porcamiseria a me!!), facciamo che suo figlio mi telefona (se è capace), e mi dice quali sono i testi che deve preparare, così capisco il tempo che ci vuole...(ovviamente il signore odio-i-milanesi nemmeno menziona l'argomento costo delle lezioni, perché, si sa, noi milanesi siamo già così coglioni, che quando poi ci trasferiamo a Roma ci piace lavorare gratis...).
- Ah si, la faccio chiamare da mio figlio, così lui le spiega, sa sono due esami di filosofia, in tutto quattro libri, ma lui non fa filosofia ma lingue. Poi magari ci incontriamo prima e....
- Sì va benissimo, aspetto la telefonata di suo figlio!! Buongiorno!!! (mavaffanculo liberatorio)
giovedì 20 giugno 2013
Posso aggiungerti ?
Fra tutti i social network, Linkedin dovrebbe offrire la possibilità di allacciare rapporti con persone che si conoscono, direttamente o indirettamente, per eventuali sviluppi lavorativi.
Insomma un sito "serio", magari non utile davvero a trovare un impiego, ma esente da perdite di tempo e cazzeggi inutili.
Compaiono, invece, anche richieste di "entra in contatto con me" da parte di persone che:
a) ritenenevi amiche e per questo avevi rintracciato su Facebook, dopo anni in cui vi eravate persi di vista. Le persone suddette, pur accettando la tua amicizia su FB, non hanno poi mai scritto una riga per chiederti dove cavolo tu fossi finito, o cosa stessi facendo, insomma nemmeno un briciolo di finta curiosità per la tua esistenza in vita. Dopo vari mesi di silenzio, avevi deciso di cancellare tale persona/e dagli amici "per vedere l'effetto che fa". Silenzio tombale, nemmeno una richiesta del perché della cancellazione. Ergo sarebbe stato meglio non perdere tempo a ricercarli nel web: credevi fosse un'amica/o, invece era un calesse. A questo punto, però, dato che la mente umana è insondabile, la stessa persona che tu hai cancellato da FB, ti chiede di entrare in contatto con te su Linkedin, nonostante il suo lavoro non abbia nulla a che fare con quello che tu stai facendo/hai fatto/farai. Insomma non gliene frega niente se sei vivo, a Roma, Londra o su FB, ma vuole aggiungerti ai suoi contatti Linkedin. Così, tanto per fare numero.
b) persone di cui ignoravi l'esistenza, e che non hanno e non avranno mai alcun tipo di rapporto o di interesse lavorativo in comune con te, ma che ti chiedono di entrare in contatto con te. Anche loro probabilmente così, tanto per fare numero.
c) persone con le quali eri in contatto in una vita precedente, parenti di ex mariti/mogli, ex colleghi di lavoro, ex vicini di casa ecc, che non hanno mai manifestato il minimo interesse per te dopo il licenziamento, divorzio, trasferimento in capo al mondo. Nemmeno un sms o una mail per anni. E improvvisamente ricompaiono, dall'altra parte del mondo, senza alcun motivo di carattere lavorativo, e chiedono di entrare in contatto con te su Linkedin. Vogliono sapere forse se stai lavorando o sei alla canna del gas, sei hai superato il trauma del licenziamento/separazione/trasloco, se vivi in una camera in affitto o in una villa con piscina, o magari se chiederai gli alimenti o stai per fare causa all'ex-datore del lavoro.
Questa terza categoria è la peggiore: non c'è alcuna sciatteria nella loro richiesta di contatto, ma una precisa strategia di indagine investigativa. Alla quale io rispondo rinviando al mittente la richiesta di contatto, precisando che non conosco la/e persona/e.
Conclusione, anche su Linkedin certe persone postano la loro foto migliore, che corrisponde al loro stesso fondoschiena...
.
Insomma un sito "serio", magari non utile davvero a trovare un impiego, ma esente da perdite di tempo e cazzeggi inutili.
Compaiono, invece, anche richieste di "entra in contatto con me" da parte di persone che:
a) ritenenevi amiche e per questo avevi rintracciato su Facebook, dopo anni in cui vi eravate persi di vista. Le persone suddette, pur accettando la tua amicizia su FB, non hanno poi mai scritto una riga per chiederti dove cavolo tu fossi finito, o cosa stessi facendo, insomma nemmeno un briciolo di finta curiosità per la tua esistenza in vita. Dopo vari mesi di silenzio, avevi deciso di cancellare tale persona/e dagli amici "per vedere l'effetto che fa". Silenzio tombale, nemmeno una richiesta del perché della cancellazione. Ergo sarebbe stato meglio non perdere tempo a ricercarli nel web: credevi fosse un'amica/o, invece era un calesse. A questo punto, però, dato che la mente umana è insondabile, la stessa persona che tu hai cancellato da FB, ti chiede di entrare in contatto con te su Linkedin, nonostante il suo lavoro non abbia nulla a che fare con quello che tu stai facendo/hai fatto/farai. Insomma non gliene frega niente se sei vivo, a Roma, Londra o su FB, ma vuole aggiungerti ai suoi contatti Linkedin. Così, tanto per fare numero.
b) persone di cui ignoravi l'esistenza, e che non hanno e non avranno mai alcun tipo di rapporto o di interesse lavorativo in comune con te, ma che ti chiedono di entrare in contatto con te. Anche loro probabilmente così, tanto per fare numero.
c) persone con le quali eri in contatto in una vita precedente, parenti di ex mariti/mogli, ex colleghi di lavoro, ex vicini di casa ecc, che non hanno mai manifestato il minimo interesse per te dopo il licenziamento, divorzio, trasferimento in capo al mondo. Nemmeno un sms o una mail per anni. E improvvisamente ricompaiono, dall'altra parte del mondo, senza alcun motivo di carattere lavorativo, e chiedono di entrare in contatto con te su Linkedin. Vogliono sapere forse se stai lavorando o sei alla canna del gas, sei hai superato il trauma del licenziamento/separazione/trasloco, se vivi in una camera in affitto o in una villa con piscina, o magari se chiederai gli alimenti o stai per fare causa all'ex-datore del lavoro.
Questa terza categoria è la peggiore: non c'è alcuna sciatteria nella loro richiesta di contatto, ma una precisa strategia di indagine investigativa. Alla quale io rispondo rinviando al mittente la richiesta di contatto, precisando che non conosco la/e persona/e.
Conclusione, anche su Linkedin certe persone postano la loro foto migliore, che corrisponde al loro stesso fondoschiena...
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martedì 18 giugno 2013
Ma lei è disponibile nell'immediato?
Dopo esattamente nove mesi di ricerca per un posto di lavoro, decine e decine di cv inviati (per le posizioni più diverse, dall'assistente di direzione alla receptionist passando all'insegnante e alla commessa con conoscenza inglese),
risultato a) un colloquio lo scorso settembre per un posto interessante, ma impossibile per me da raggiungere (lo stipendio? Non si sa. La durata del contratto? Nemmeno);
risultato b) un colloquio, un mese fa, presso una società specializzata in ricerca assistenti di direzione, P.A. e affini. Previo test online prima di lingua inglese (durata circa un'ora e mezza, che nemmeno il Proficiency dell'Università di Cambridge!), poi un test di due ore sulla conoscenza programmi pc (forse qualche ingegnere informatico sarebbe potuto arrivare all'ultimo livello), e infine test psicoattitudinale (per un posto di segretaria di direzione, mica per astronauta). Consegnato esito scritto dei test in sede di colloquio: punteggi altissimi in tutti i campi attitudinali (sono troppo brava, dovrei rilegarlo e metterlo a fianco della tesi), attesa del colloquio con l'azienda interessata. Risultato: non avevano tempo di vedermi, hanno scelto qualcun altra.
Ieri, in fase di cazzeggio fra il depresso e l'irritato, fra i vari siti web di ricerca lavoro a cui sono iscritta, trovo un'offerta di un'azienda di Milano. Non cercano una segretaria né una receptionist, qualcosa di molto più interessante (lo stipendio non si sa), ma la posizione l'ho già ricoperta qui a Roma. Quasi per scherzo clicco e invio la mia candidatura, senza nemmeno la lettera di presentazione (ormai, vado sul chissenefrega).
Oggi pomeriggio mi chiamano da quell'azienda e mi chiedono se sono disponibile a fare un colloquio e, nel caso fossi scelta, ad iniziare a lavorare da luglio. Mi viene da ridere, e chiedo se hanno letto che vivo a Roma, e la risposta è "sì certo". Dico che per il colloquio non c'è problema, basta saperlo in anticipo qualche giorno prima. E poi riattacco. E mi viene da ridere per la seconda volta....
giovedì 25 aprile 2013
Al Centro Impiego che non trova impiego
Venerdì scorso sono costretta a ritornare al Centro Impiego delle Circoscrizioni XYZ per richiedere la fotocopia di un documento, necessaria per una vertenza di lavoro (la fotocopia l'avevo già ottenuta nel mese di novembre dell'anno scorso, ma la persona che si occupava della vertenza l'ha persa...andiamo oltre). Arrivo verso le dieci e la prima persona che incontro, in uscita dall'ufficio, è un uomo di più di cinquant'anni che si esercita in imprecazioni romanesche a me ancora sconosciute, nonostante i miei sette anni di vita nella capitale. Entro titubante e, invece, riscontro una inaspettata e piacevole sorpresa: ci sono solo quattro o cinque persone in attesa.
Prendo il fatidico numeretto per "Liste mobilità" (in quell'ufficio c'è la mia pratica con il documento che mi serve), e intanto consulto (si fa per dire) le offerte di lavoro nella bacheca. Inavvertitamente dico ad alta voce "Che cavolo, le uniche offerte adatte a me sono a Pomezia", e sento una voce alle mie spalle che mi risponde "Eh, qui a Roma lavoro non ce n'è". Mi volto stupita e mi ritrovo vis à vis con una guardia giurata (a cosa serva una guardia giurata in un ufficio di collocamento, pardon centro per l'impiego, lo capirò soltanto dopo). Quasi divertita per la sincerità dell'esternazione, ribatto " E allora cosa tocca fare? Andare in giro con il piattino?". La guardia giurata, forse impietosita dalla mio accento milanese (è ovvio che non troverò mai lavoro a Roma), mi suggerisce di visitare il tale ufficio privato XX (dalla parte opposta di Roma). Lo ringrazio per l'informazione e nel frattempo guardo il tabellone con i numeri.
A questo punto un'impiegata esce da uno degli uffici e si rivolge a me e alle tre persone rimaste in attesa: " E' inutile che rimanete qui, tanto Internet non funziona". Le tre donne si alzano in piedi e cominciano a protestare "Non è possibile, è un mese che continua così, ma voi non fate niente per farlo sistemare? E noi come facciamo? Ma avete avvisato chi lo deve sapere? Perché non chiamate i carabinieri?" e via discorrendo sempre più animatamente. L'impiegata finge empatia e scontento, e risponde che hanno già avvisato, ma nessuno fa niente. Io la rassicuro che mi serve solo una fotocopia di un documento, e non internet, e lei mi risponde che "Da noi non esiste più il cartaceo".
Nel frattempo, magicamente, esce il mio numero e, onde evitare di assistere a scene di sangue, corro nell'ufficio indicato sul tabellone...Mi ritrovo la stessa impiegata della volta precedente e due uomini, seduti ad altrettante scrivanie fornite di pc inanimati. Chiedo se cortesemente mi può fare una fotocopia del documento che mi serve (tanto non ha nulla da fare, almeno per tutta la mattinata), ma lei si sente in dovere di chiedere conferma ai colleghi. Sto per dirle che me l'ha già fatta una volta senza creare problemi, ma non mi sembra il caso di passare per la solita svampita che perde le cose. I colleghi la rassicurano: il documento l'ho consegnato io stessa e quindi posso averne una copia. Mentre l'affabile giovane smucina fra i faldoni (delle pratiche cartacee che non esistono più), chiedo quanto dura il periodo della mobilità, in caso mi chiamasse qualche azienda per un colloquio. La solerte impiegata mi ribatte che praticamente io non sono in mobilità, allora insisto che mi era stata confermata la mia iscrizione alle liste (la pratica è nel faldone mobilità ex legge 236 ecc ). Sì certo, ma ogni anno cambiano le leggi (!) e quest'anno gli incentivi per le aziende ci sono solo per chi assume personale in cassa integrazione.
Finalmente una buona notizia. Esco rinfrancata dal Centro Impiego che non trova un impiego a nessuno, ma dove una ventina di persone, che un impiego ce l'hanno, passa le giornate a guardarsi l'ombelico, solo perché il server ha crashato da un mese. Dimenticavo: sia chiaro, come spiegato dall'impiegata numero uno, che il server è lo stesso utilizzato da tutti i centri impiego di Roma e dintorni, quindi anche gli altri uffici sono nella stessa situazione.
Adesso se qualcuno mi chiederà : Ma come mai non trovi lavoro con l'esperienza, gli studi e le lingue conosciute ecc ecc? potrò rispondere: Perché nei Centri Impiego di Roma il cartaceo non esiste più ma Internet non funziona.
Prendo il fatidico numeretto per "Liste mobilità" (in quell'ufficio c'è la mia pratica con il documento che mi serve), e intanto consulto (si fa per dire) le offerte di lavoro nella bacheca. Inavvertitamente dico ad alta voce "Che cavolo, le uniche offerte adatte a me sono a Pomezia", e sento una voce alle mie spalle che mi risponde "Eh, qui a Roma lavoro non ce n'è". Mi volto stupita e mi ritrovo vis à vis con una guardia giurata (a cosa serva una guardia giurata in un ufficio di collocamento, pardon centro per l'impiego, lo capirò soltanto dopo). Quasi divertita per la sincerità dell'esternazione, ribatto " E allora cosa tocca fare? Andare in giro con il piattino?". La guardia giurata, forse impietosita dalla mio accento milanese (è ovvio che non troverò mai lavoro a Roma), mi suggerisce di visitare il tale ufficio privato XX (dalla parte opposta di Roma). Lo ringrazio per l'informazione e nel frattempo guardo il tabellone con i numeri.
A questo punto un'impiegata esce da uno degli uffici e si rivolge a me e alle tre persone rimaste in attesa: " E' inutile che rimanete qui, tanto Internet non funziona". Le tre donne si alzano in piedi e cominciano a protestare "Non è possibile, è un mese che continua così, ma voi non fate niente per farlo sistemare? E noi come facciamo? Ma avete avvisato chi lo deve sapere? Perché non chiamate i carabinieri?" e via discorrendo sempre più animatamente. L'impiegata finge empatia e scontento, e risponde che hanno già avvisato, ma nessuno fa niente. Io la rassicuro che mi serve solo una fotocopia di un documento, e non internet, e lei mi risponde che "Da noi non esiste più il cartaceo".
Nel frattempo, magicamente, esce il mio numero e, onde evitare di assistere a scene di sangue, corro nell'ufficio indicato sul tabellone...Mi ritrovo la stessa impiegata della volta precedente e due uomini, seduti ad altrettante scrivanie fornite di pc inanimati. Chiedo se cortesemente mi può fare una fotocopia del documento che mi serve (tanto non ha nulla da fare, almeno per tutta la mattinata), ma lei si sente in dovere di chiedere conferma ai colleghi. Sto per dirle che me l'ha già fatta una volta senza creare problemi, ma non mi sembra il caso di passare per la solita svampita che perde le cose. I colleghi la rassicurano: il documento l'ho consegnato io stessa e quindi posso averne una copia. Mentre l'affabile giovane smucina fra i faldoni (delle pratiche cartacee che non esistono più), chiedo quanto dura il periodo della mobilità, in caso mi chiamasse qualche azienda per un colloquio. La solerte impiegata mi ribatte che praticamente io non sono in mobilità, allora insisto che mi era stata confermata la mia iscrizione alle liste (la pratica è nel faldone mobilità ex legge 236 ecc ). Sì certo, ma ogni anno cambiano le leggi (!) e quest'anno gli incentivi per le aziende ci sono solo per chi assume personale in cassa integrazione.
Finalmente una buona notizia. Esco rinfrancata dal Centro Impiego che non trova un impiego a nessuno, ma dove una ventina di persone, che un impiego ce l'hanno, passa le giornate a guardarsi l'ombelico, solo perché il server ha crashato da un mese. Dimenticavo: sia chiaro, come spiegato dall'impiegata numero uno, che il server è lo stesso utilizzato da tutti i centri impiego di Roma e dintorni, quindi anche gli altri uffici sono nella stessa situazione.
Adesso se qualcuno mi chiederà : Ma come mai non trovi lavoro con l'esperienza, gli studi e le lingue conosciute ecc ecc? potrò rispondere: Perché nei Centri Impiego di Roma il cartaceo non esiste più ma Internet non funziona.
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